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Era il 1903, quando Mackintosh consegnò questa celebre seduta a casa di Walter W. Blackie. Inizialmente fu pensata solo a scopo decorativo per la "Hill House", una delle opere principali della carriera di Mackintosh, espressione del suo sorprendente talento. L'uso di linee geometriche rigorose sottolinea la sua vocazione alla ricerca funzionalista, caratteristica peculiare dei progettisti del Bauhaus.
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Sdraiandosi sulla Lounge Chair ci si lascia dolcemente avvolgere. "Come due mani che s'intrecciano...", così Eames spiegava a sua moglie l'intento del progetto, fatto di dettagli innovativi, sia per i materiali utilizzati — multistrato di palissandro curvato e alluminio pressofuso — che per l'allontanamento deliberato dalle rigide forme geometriche degli anni '20 a nuove forme morbide ed organiche. Un invito intenzionale al mondo del lusso.
La Lounge Chair è in mostra permanente al MoMa di New York.
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Grande maestro nella lavorazione manuale del metallo, nel 1952, Bertoia progetta le "Diamond Chair" ispirandosi a criteri di praticità, ma soprattutto esse sono espressione dei suoi studi su forma, spazio e volume. Lo spazio, infatti, attraversa il volume delle Diamond Chair, grazie al disegno reticolare della struttura in metallo, che ne costituisce sia la spalliera che la seduta. Di queste sedie Bertoia diceva: “Lo spazio le attraversa e guardandole bene si può notare che sono fatte d'aria, proprio come sculture”.
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Nel 1968 l'italiana Zanotta avvia la produzione della prima beanbag chair disegnata da Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro. Ancora oggi conserva le sue caratteristiche di qualità delle pelli e dei tessuti. È ancora in produzione e molto imitata.
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Disegnata da Eero Saarinen tra il 1955 e il 1956 la Tulip Chair è un simbolo della modernità del tempo. Icona del design di oggetti domestici, adatta all'esposizione singola o alla disposizione multipla attorno ad un tavolo. D'ispirazione organica con la sua inconfondibile forma a calice, si apre all'innovazione come un fiore sul suo stelo. Negli anni '60 riscuote un grande successo grazie alla sua presenza in Star Trek.
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Un cubo dalle forme morbide e arrotondate. Arriva dal passato, nel 1964, questo progetto di Marco Zanuso e Richard Sapper. Un oggetto che ha segnato la storia del design, esposto nei musei di tutto il mondo. Una radio che si apre al futuro e trasmette innovazione.
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È decisamente un must del design moderno. La sedia "Wassily" di Marcel Breuer è arrivata ai giorni nostri con ben poche modifiche dal 1925, anno in cui fu disegnata, si dice per Kandinsky, da cui ne avrebbe preso il nome.
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Le Corbusier viene ricordato come un maestro del Movimento Moderno, assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e pochi altri.
Nel 1928 disegna la Chaise Longue LC4 prodotta poi su larga scala nel 1929 da Thonet. La sua forma particolare segue il contorno del corpo garantendo un relax assoluto.
Egli definiva la casa come "la macchina per abitare" e la Chaise Longue LC4 come "la macchina per riposare".
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Negli anni '60 l'azienda Danese conquistò un posto di prestigio sul mercato. Votata al design di qualità l'azienda ha da sempre commissionato i suoi progetti a vari designer freelance, tra cui Bruno Munari e Enzo Mari. Proprio quest'ultimo nel 1967 disegnò il calendario Timor una perfetta fusione tra eleganza stilistica italiana e funzionalismo.
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Progettata da Ludwig Mies Van Der-Rohe per il Padiglione tedesco dell’Esposizione Universale di Barcellona tenutasi nel 1929, le sue forme si ispirano alla ’sella curulis’ dei magistrati romani. Le poltrone esposte in coppia erano destinate a essere utilizzate come "trono" per i reali di Spagna invitati alla cerimonia inaugurale.
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Nel 1965 Artemide produsse Eclisse, nata dalla matita di Vico Magistretti, che fruttò anche un Compasso d'oro. Lo stesso Magistretti dichiarò in un'intervista che in realtà questa lampada nasceva da un errore progettuale. Infatti, le due semisfere metalliche tendevano a surriscaldarsi. Da qui l'idea di dotare la lampada di un anello in plastica per risolvere il problema. Nacque così un icona del design italiano, un pezzo storico della produzione di Artemide, a dimostrazione che l'innovazione è fatta anche di errori e di soluzioni.
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Nel 1907 Leo Hendrik Baekeland inventa la bachelite, la prima resina (plastica) prodotta completamente in laboratorio. Nel 1945 l'azienda francese Jumo produce, con questo materiale, questa fantastica lampada da tavolo, in 3 colori differenti: bianco, nero e verde. La sua base nasconde un braccio articolato di metallo cromato. L'uso della bachelite apre le porte dell'industrial design a possibilità di applicazione quasi infinite, grazie alle sue proprietà e alla grande durevolezza.
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 1988 Sedia - Wood Chair - Marc Newson
In questa sedia disegnata per Cappellini, uno dei produttori italiani più eleganti, Marc Newson rompe gli schemi spostandosi dall'utilizzo delle materie plastiche, per le quali è conosciuto, a quello del legno. La sua impronta è però ben visibile nelle forme sinuose e nelle linee fluide.
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1962 Lampada da terra - Arco - Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Cercando di risolvere un problema di illuminazione nel loro studio, i fratelli Achille e Piergiacomo Castiglioni disegnano la famosa lampada Arco. Ispirati dall'illuminazione stradale che permette di illuminare dall'alto senza la necessità di bucare un soffitto, lavorano al progetto di una lampada che parta dal pavimento. Di qui la nascita di una delle icone più famose del design italiano.
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Nel 1968 Verner Panton disegna Panton Chair.
La sedia impilabile Panton è stata la prima sedia modulare ad essere prodotta da un unico pezzo di plastica, tramite lo stampo ad iniezione.
Le prime missioni spaziali, prima con Gagarin e poi con l'allunaggio di Armstrong aprono la mente di progettisti visionari allo sviluppo di una cultura del concetto di mobile monoblocco.
Dai primi prototipi di Herman Miller del 1959 fino alla sua versione finale nel '68 la Panton Chair è prodotta in un singolo modulo; comoda, ergonomica e di vari colori. Un simbolo della cultura POP dell'epoca e di quella modena.
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